Calcio

Seregno, senti Gjorgiev: «Il nostro settore giovanile è già pronto per il professionismo»

È un periodo difficile nel calcio non solo per le categorie minori – dalla Promozione in giù, che non ripartiranno in questa stagione – ma anche per i settori giovanili, i quali non sanno ancora la propria sorte in questa stagione per quanto riguarda i campionati.

A parlarne con noi è stato Zoran Gjorgiev, responsabile del settore giovanile del Seregno e nome di spicco del calcio lombardo con esperienze in Pro Sesto, Pro Patria, Monza, Renate, Legnano e in Piemonte col Novara.

In questo momento ci stiamo allenando rispettando tutti i protocolli. Anche quando eravamo fermi, non abbiamo mai lasciato i ragazzi del settore giovanile abbandonati con la società, facendo videochat una o due volte alla settimana con gli allenatori e ogni tanto entravo anch’io per dare qualche informazione. Purtroppo in questo periodo i ragazzi sono quelli che hanno sofferto di più: il calcio è una passione, quando si toglie una passione a questa età si soffre.

Gjorgiev ci racconta soprattutto la tipologia di lavoro che stanno svolgendo le squadre dal momento della tanto agognata riapertura:

Abbiamo visto una grande gioia quando abbiamo ricominciato, sia nei ragazzi ma anche nei genitori. Svolgiamo allenamenti individuali con il pallone, mantenendo le distanze ed evitando le partitelle. Abbiamo cercato di farli divertire, lavorando anche sulle carenze. Noi come filosofia del settore giovanile, stiamo cercando di impostare il lavoro sulla qualità, per dare la continuità del lavoro che in ogni categoria è diversa. Non per caso, l’anno scorso abbiamo fatto esordire cinque ragazzi del nostro settore giovanile: per noi è un obiettivo molto soddisfacente.

previous arrow
next arrow
Slider

Non solo i ragazzi, ma un settore giovanile è fatto anche dallo staff tecnico, improntato su un passaggio molto importante:

Ho sposato questo progetto l’anno scorso [nell’aprile 2019, ndr] perché il nostro presidente è molto ambizioso. Abbiamo una prima squadra molto ambiziosa, e tutto il settore giovanile va a seguire. Come mentalità anch’io sono molto ambizioso ed è per questo che ho accettato. Sono 20 anni che ho lavorato in società professionistiche e ho molta esperienza in quelle categorie. Noi stiamo cercando di dare un approccio al calcio da professionisti: quest’anno abbiamo migliorato lo staff e, volendo, siamo già pronti per il salto nei professionisti. Ogni squadra ha un allenatore, un allenatore in seconda, un preparatore atletico e un preparatore dei portieri, ma anche come tipologia di lavoro siamo già preparati. Per noi non sarà un grosso cambiamento, ora dobbiamo cercare di migliorare le rose.

In nemmeno due anni Zoran Gjorgiev nel Seregno ha ricoperto questi ruoli: responsabile del settore giovanile, nella scorsa stagione direttore tecnico e in entrambe le stagioni traghettatore sulla panchina della prima squadra. All’inizio del 2020 aveva rilevato il posto di Massimo Gardano, mentre pochi giorni fa ha guidato il Seregno nella vittoria esterna contro il Sona, nell’interregno tra Arnaldo Franzini e Carlos França, il quale debutterà oggi contro il Fanfulla.

Lavoro per il Seregno Calcio, mi sono sempre reso disponibile alla società. Tutti lavoriamo per un obiettivo, c’è la massima disponibilità da parte di ciascuno di noi, per aiutare a raggiungerlo. A Seregno si è creato un gruppo di lavoro: qualsiasi allenatore che verrà non avrà problemi, verrà sempre sostenuto e appoggiato. Il Girone B è imprevedibile? Il calcio è bello anche per questo, ogni partita va sempre approcciata nel migliore dei modi.

Infine, chiudiamo sulla ripresa dei campionati giovanili, soprattutto per quanto riguarda l’Under 19 Nazionale, e un’amara riflessione:

Sinceramente spero che si riprenda ma non so veramente come andrà a finire. Non siamo riusciti a sviluppare un lavoro, questo rimane ai ragazzi. I 2002 l’anno scorso non hanno lavorato per quattro mesi, da febbraio in poi. I 2003 non hanno giocato per niente e l’anno prossimo, se rimangono le cose così, saranno già in prima squadra. Ma anche i 2010 che hanno perso un anno e mezzo di insegnamento… Penso che questo sia un enorme danno calcisticamente. Anche per tutti noi è una novità questo periodo, la cosa più importante del settore giovanile è insegnare la tecnica: se si salta questo passaggio poi diventa difficile per loro andare avanti.

Enzo Navarra

[Foto di Paolo Colzani, Il Cittadino di Monza e Brianza.]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *